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Il
territorio della provincia di Ferrara appare
oggi con una molteplice alternanza di atmosfere:
luoghi dove la natura resta quella di secoli
addietro, cmpagne ordinatamente coltivate, luoghi
storici dalla bellezza soffusa di ricordi, centri
moderni dal disegno urbanistico ordinato che
si espandono nella campagna fino a fondersi
con essa.
Ad
un capo del territorio, la Rocca Possente
di Stellata e la vicina Bondeno, baluardi
del territorio ferrarese contro ogni invasione,
sorgono a pochi passi dal fiume Po. Attorno
si estendono campi ricchi di pioppeti e di frutteti,
testimonianza di quella vocazione agricola che
da sempre costituisce uno dei pilastri dell'economia
locale. Le strede sono spesso alberate e portano
nomi importanti, come l'antica "Virgiliana",
diretta a Mantova.
Più
a sud I campi sono dolcemente ondulati e conducono
alla splendida Cento, piccola capitale
dell'arte, della cucina e dell'economia,
dove le tradizioni ferrarese, bolognese e modenese
si fondono armonicamente.
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Ferrara
si estende poco distante dal Po,
a cui la uniscono i verdi percorsi
del Parco Urbano. Le sue mura la
rinchiudono oggi come secoli fa,
quasi volessero celare a tutti le
mille belleze della città. Palazzi
e cortili, giardini e piazze, chiese
e teatri si allineano lungo strade
ora affollate e vivaci, ora magicamente
vuote e silenzionse.
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Andando
oltre Ferrara in direzione del mare, la pianura
si spalanca in tutta la sua vastità, bordata
dai due fiumi che più di tutti l'hanno disegnata:
a nord il Po e a sud il Reno, che corrono verso
l'Adriatico nell'alveo antico del Primaro.
Sotto
le case di Voghenza si nasconde
un'intera città romana con I suoi segreti e
le sue leggende, avvolta da un mistero che studi
e scavi archeologici hanno solo in parte diradato.
Poco più in là, oltre gli alberi secolari di
un vasto e ombroso parco, si ergono imponenti
I resti di Belriguardo, l'immenso palazzo
che tutta Europa invidiava agli Estensi. Di
ville e palazzi, le "delizie", I Duchi
d'Este avevano disseminato il territorio: dalla
poco distante delizia del Verginese alla
turrita Benvignante, da Copparo
fino a Consandolo.
A
meridione si trova la porta della Romagna: Argenta,
che ai suoi edifici religiosi e alle tragiche
memorie della seconda guerra mondiale affianca
la verde tranquillità di vaste oasi naturali,
paradiso degli uccelli acquatici.

Le
terra di bonifica, con le loro atmosfere di
altri mondi, precedono, a settentrione e a meridione,
l'ingresso alle zone costiere dei Lidi di
Comacchio.
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Comacchio
si affaccia sulle lagune che in
passato la circondavano, come sospesa
su una tenue linea azzurra, dominata
dall'imponente Cattedrale. E' una
terra mobile e indefinita come l'acqua
in perpetuo movimento verso il mare.
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L'Abbazia
di Pomposa, con il suo campanile
svetta fra il verde della campagna,
ben visibile da molti chilometri
id distanza.
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Più
a nord il Castello della Mesola segna
il confine settentrionale del Ferrarese.
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Incontaminata
e curata, la natura dell'area del
Parco Regionale del Delta del
Po ha il suo regno incontaminato,
fra specchi vallivi dalla luce continuamente
cangiante e immense pinete che bordano
le larghe spiagge di sabbia fine.
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Numerosi
pescherecci multicolori, molte ore
prima dell'alba, lasciano i porti
di Goro e Porto Garibaldi
per affrontare il lavoro della pesca
e tornano prima di sera con il loro
vivace mercato locale.
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A
Gorino termina il territorio ferrarese,
senza una linea netta, senza un limite fermo
dove il fiume Po giorno per giorno, anno per
anno, lo conducono ad occupare nuovi spazi.
Il
riconoscimento di unicità del territorio ferrarese
è stato conferito dall'Unesco che ha inserito
nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'Umanità
la dicitura: Ferrara, città del Rinascimento
e il suo Delta del Po.
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